sabato 11 luglio 2015

"Veleno d'amore" di Eric-Emmanuel Schmitt


Dallo stesso autore de Oscar e la dama in rosa. 
Ci troviamo di fronte a quattro ragazze, tutte amiche tra loro, che danno vita a questo libro-diario.
Schmitt gioca con il più classico Shakespeare, narrandoci le vicende di queste quattro ragazze che dovranno inscenare Romeo e Giulietta. Si contenderanno la parte due di loro, a far da contorno frecciatine, tradimenti e tanto amore.
Stupisce il finale, inaspettato. 

L'autore riesce a calarsi nei personaggi di cui narra, scrive e descrive le cose proprio con qui occhi di quattro adolescenti-
Lettura  molto piacevole e veloce. Consigliato.


" - Cos'è una migliore amica - mi chiede Thibault
[ ... ] - La mia migliore amicha è me, in meglio. 
 - Grazie. "

"...la lingua francese era in errore quando permetteva ad amour di fare rima con toujurs, mentre eera nel giusto quando consentiva la rima tra amitié ed eternité"

"Non si sceglie l'amore, si viene scelti dall'amore"

"Insonnia. <<Dove sta l'inquietudine non scende mai il riposo>> "

domenica 28 giugno 2015

"La principessa delle tempeste" di Nicole Peeler

Interessata a questo libro, decisi di acquistarlo da una ragazza, ero attratta dalla copertina e dalla storia: mai libro fu più male comprato. 
Perché?
Bene.
Mi accingo a leggere questo libro, un urban fantasy, uno dei primi fantasy (se non anche il primo) che decido di leggere in vita mia.
Pagina dopo pagina, la lettura prosegue un po' a rilento, finché finalmente il vampiro, che era capitato nella cittadina per investigare sull'omicidio di uno di loro, un essere speciale, non si "dichiara" alla nostra protagonista, anch'essa un essere speciale, mezza umana e mezza foca, ma che ancora non lo sa.
Li poi il patatrac..lui viene costretto a lasciare la città e il caso a causa di alcune complicazioni (un nuovo omicidio di un essere più potente).
Arrivo al momento in cui i protagonisti ridendo e (poco) scherzando, parlano di "gerbelling".

APRO PARENTESI (spiegazione spiccia del gerbelling)
Per chi non lo sapesse il gerbelling è una pratica usata per torturare la gente ma.. oltre a torturare delle povere persone, la tortura la subisce anche il roditore o l'animaletto che funge da punizione, vedendosi privato a freddo di unghie e denti in modo da non poter mordere o graffiare la parte umana in cui sarà posto..che poi sarà anche la sua tomba.
CHIUDO PARENTESI

Inutile dire che ho chiuso il libro DAVVERO MOLTO SCHIFATA e delusa.

giovedì 14 maggio 2015

"Piccoli suicidi tra amici" di Arto Paasilinna



Lo avevo iniziato anni fa, lasciandolo dopo qualche capitolo, ed era quindi la secconda volta che me lo vedevo di fronte e lo prendevo in mano, girando per gli scaffali della biblioteca, così, rigirandolo per l'ennesima volta tra le mani mi decisi a prenderlo. Magari era quella la volta buona.

Buona la scelta del titolo che ti colpisce subito, per non parlare del formato del libro, molto diverso, che a me piace tanto, l'idea su cui è costruita la storia e l'inizio ma.... Ebbene c'è un ma! Dopo i primi 6-7 capitoli si ripresenta sempre il solito problema: la storia comincia a perdere un po' di tono, a non scorrere e, a tratti, a diventare persino noioso. Tanco che, a pochi passi dalla fine gioco in modo scorretto, provandoci un senso quasi liberatorio, e faccio un balzo direttamente al prologo. Dopo tante pagine non me la sentivo di deporlo senza sapere quale sarebbe stato il triste destino dei nostri amici. Saranno sopravvissuti o saranno tutti morti?

Alla fine scopro che...
I nostri due protagonisti si incontra per sbaglio, proprio così perché scelgono lo stesso capodanno per andare a togliersi la vita e così si ritrovano a salvarsi la vita a vicenda, e da lì ad instaurare un rapporto di amicizia, dalla quale poi daranno vita ad un gruppo di aspiranti suicidi.
Ne passeranno delle belle, tra chi è davvero intenzionato a togliersi la vita e chi invece, strada facendo, scoprendo amori o nuove amicizie, vi rinuncia.

mercoledì 29 aprile 2015

"...E venne chiamata due cuori" di Marlo Morgan

Uno tra i più bei libri che io abbia mai letto, e finora il più bello di quelli affrontati agli incontri di lettura.

Marlo nel libro racconta la sua esperienza con gli abirigeni, esperienza vissuta realmente ma anche un po' romanzata per creare una cornice attorno a quello che sarebbe divenuto, sennò, una specie di diario.


"Molto più tardi avrei capito che il distacco dagli oggetti materiali e da certe convinzioni costituiva già un passo necessario e imprescindibile del mio cammino umano verso l'essere!"

Il libro è davvero toccante, a tratti commovente, la "sete di sapere" ti spinge a non mollare mai il libro, salve se è strettamente necessario, per proseguire questo cammino letterario con la protagonista, nonché autrice. Ti senti entrare nel libro, e se già uno scritto ti trasmette questo non so quanto potrebbe essere la gioia nel vivere personalmente questa esperienza che porterebbe solo benefici e crescita dentro ad ognuno di noi.
Ti porta a chiederti se davvero i "bianchi" siano la parte civilizzata del mondo: tecnologici, abituati alle comodità della parte ricca, quella che ha abbandonato le proprie radici per vivere nell'agio, e molte volte, nel "troppo".


"In realtà la loro razza si sta estinguendo per loro precisa volontà. Sono irrimediabilmente ignoranti, senza ambizioni né desiderio di successo. Dopo due secoli, ancora non si sono integrati e, quel che è più grave, non ci provano neppure. Sul lavoro sono inaffidabili, si comportano come se non avessero il senso del tempo. Credimi, non c'è proprio nulla che si possa fare per stimolarli."


Dall'altra parte gli aborigeni che vivono ancora secondo la natura e le loro radici, che si cibano solo se la Natura lo vuole ma soprattutto con ciò che la Natura fa in modo che trovino sul loro cammino. Pochi abiti, se di abiti si può parlare, un mondo che vive veramente con l'essenziale, rispettosi verso la vita, la terra (il Tutto) e verso ogni creatura vivente che la abiti.

"Ogni nostra parola, ogni nostra azione è diretta ad allestire la scena per la vita che aspiriamo a condurre"

"La verità è che ogni vita è unica. Tutti hanno sangue e ossa: ciò che ci differenzia sono il cuore e il fine. I Mutanti pensano che tutto questo valga solo la durata di una vita e lo pensano in termini di individualità e distinzione. La Vera gente lo pensa in funzione all'eternità. Tutto è uno: i nostri antenati, i nostri nipoti che devono ancora nascere, la vita è ovunque."

"La saggezza di questa gente non finiva di stupirmi. Se fossero stati loro a guidare il mondo, quanta differenza nei rapporti tra i popoli!"

venerdì 24 aprile 2015

"Guida galattica per gli autostoppisti" di Douglas Adams

La guida galattica la trovai sulla lista dei 200 libri da leggere prima di morire, stilata dalla BBC.


Il libro si presta bene alla lettura, è scorrevole e non è di difficile comprensione. 
La storia, invece, parla delle avventure/disavventure di Arthur, che si ritrova ad affrontarle sballottato nello spazio-tempo, accompagnato da Ford, suo vecchio amico, che lo salva da morta certa, mentre gli stanno demolendo la casa. Nella prima metà non mi ha entusiasmata tanto, faticavo un po' a trovarne un filo logico. Piano piano poi l'idea del libro prendeva forma nella mia testa.
E' il primo libro della serie, divisa in cinque capitoli.


mercoledì 15 aprile 2015

Alla scoperta dei segreti di Bologna.

Premettendo che non li ho trovati, ma nemmeno cercati, tutti e sette perché la scritta "<<Panum resis>> sul tavolo della sede dell'università" mi è risultato un po' difficile trovarla, visto e considerato che Bologna la dotta vanta una ed unica università!!
Procediamo, quindi ora, con ordine.
Alle 7.00 io e la mia amica ci siamo trovate a partire dalla stazione di Verona su di un regionale, alla volta di Bologna, stazione centrale. Dimenticatami del libro, mi sono goduta un panorama talmente fantastico: il treno era circondato da tanta ma tanta NEBBIA! Tipica delle zone nostre.
Alle 8.30 circa, una voce sul treno ci annuncia l'imminente fine della corsa, ultima fermata "Bologna Centrale", dove si possono vedere ancora le ferite riportate dalla bomba del 2 Agosto 1980, 10.25 del mattino.
Giriamo per il centro, fino ad arrivare in via Marsala per fare colazione al "Caffè Rubik" dove propongono colazioni vegane, oltre a quelle "normali".
Andando verso il bar mi imbatto in via Piella e rimugino fino al post colazione "io quella via già l'ho letta da qualche parte" così prima di incamminarci estraggo il mio fedele foglietto-mappa-promemoria e noto che in questa via Piella c'è uno dei 7 segreti.
La piccola Venezia

Una finestrella che da sul canale delle Moline, canali, chiuse e chiaviche che dovevano consentire la navigazione mercantile e l'alimentazione dei mulini




Camminando un po' a caso, poi, ci troviamo sotto i volti fino ad arrivare a 
Le volte con la scritta





Il vino è letizia, il pane è vita e la cannabis protezione, forse facendo riferimento al fatto che lo sviluppo della città di Bologna deriva anche dalle coltivazioni di Canapa che una volta proliferavano.
In Piazza del Nettuno ci troviamo difronte alla 
Fontana del Nettuno
Guardandola da angolazione Sala Borsa sembra che il pollice dell'omone, sotto scherzi ottici, assomigli ad un fallo in erezione, giudicate voi, io non sono riuscita a vederlo


Procedendo capitiamo poi, per caso, avendo visto altri prima di noi provarci, al
Voltone del Podestà
Dove si può parlare da un angolo all'altro: leggenda narra che questi sistemi venivano usati un tempo per parlare con i lebbrosi senza avvicinarcisi. La volta sotto Palazzo Podestà si trova sotto la torre Arengo.

foto fatta benissimo

Il vaso rotto
sito in cima alla torre degli Asinelli.
Io non ci sono salita (abbiamo tentato tre volte e per tre volte sono tornata giù per la "pesantezza" dell'atmosfera angusta della Torre (che ci volete fà?!)


Ultimo ma non ultimo, arriviamo fino all'ingresso di Corte Isolani, su strada Maggiore, al porticato delle 
Tre frecce conficcate sul soffitto
L'impresa ci ha portato via parecchio tempo, lo devo ammettere, ma siamo riuscite a trovare tutte e tre le frecce che, furbescamente, si confondono con le righe delle assi di legno.
Questa leggenda, la più divertente, dice che tre briganti che volevano bersagliere un signorotto, vennero distratti da una bella ragazza, veduta alla finestra dirimpettaia, e folgorati da quella visione scoccarono le frecce colpendo ben altro bersaglio.


Il nostro scopo a Bologna finisce prima del previsto ma ci attardiamo lo stesso tra un gelato e una corsa agli ultimi acquisti in varie ed eventuali botteghe. Come è piacevole evadere, anche solo per una giornata, dalla routine quotidiana. 
Bologna poi, è una città che ha un fascino particolare, non saprei spiegarvi perché e nemmeno che cosa ha di così "particolare" ma vi invito a farvi un giro. 
Dopo le 18 saliamo sul treno che ci riporta alla nostra Verona






Caffè Rubik, Bologna

In centro a Bologna, ambiente vintage, mix di arredo, un posticino piccolo ma raro nel suo genere, si torna indietro alle cassettine che ogni tanto lo stereo si mangiava a tradimento, ed era sempre la nostra preferita. Il posto non è grandissimo ma davvero molto carino.

Offrono colazioni anche vegane con brioches, girelle, panini dolci.
Cappuccino con latte di soia.
Davvero ottimo, i prezzi sono leggermente maggiorati ma di una decina di centesimi, nulla di più.

Si trova in:
Via Marsala, 31/d
Bologna